Abilitazione SAB, ex REC: chi deve averla, chi ne è già in possesso e come ottenerla a Padova
Hai trovato il locale, fatto i conti, magari già scelto il nome. Poi, al momento della SCIA, arriva la verifica di una cosa che nessuno ti aveva spiegato prima: il requisito professionale. È la condizione che il Comune controlla prima di ogni apertura nel settore alimentare. Il corso SAB — l’abilitazione che ha sostituito il vecchio REC — è la strada più diretta per ottenerlo, e riguarda chiunque voglia aprire un bar, un ristorante, una gastronomia o un negozio di alimentari. Qui trovi cosa impone la norma, chi è già in regola senza saperlo e come funziona l’edizione in partenza a ottobre 2026.
- Perché il corso SAB è un requisito di legge
- Chi ne ha bisogno e chi è già in regola
- Requisiti per accedere al corso
- Il programma delle 120 ore
- L’attestato abilitante
- Edizione dal 19 ottobre 2026: date, sede e costo
- Domande frequenti
- In sintesi
Perché il corso SAB è un requisito di legge
Qui sta il punto che fa saltare più aperture: avviare un’attività alimentare non richiede solo una partita IVA e un locale a norma.
Cosa dice l’articolo 71 del D.Lgs. 59/2010
La Regione del Veneto è chiara sul punto: i requisiti soggettivi per la vendita e la somministrazione di alimenti e bevande sono disciplinati dall’articolo 71 del D.Lgs. 59/2010 e si dividono in requisiti morali e requisiti professionali. La verifica compete al Comune sul cui territorio si intende svolgere l’attività — ed è esattamente il momento in cui presenti la SCIA.
Il requisito professionale si ottiene in modo alternativo, e la prima strada indicata dalla norma è aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione di alimenti e bevande, istituito o riconosciuto dalle Regioni. In Veneto la materia è attuata con le deliberazioni di Giunta regionale n. 2026 e n. 2029 del 3 agosto 2010, che disciplinano i corsi abilitanti.
SAB, ex REC: cosa è cambiato
Il vecchio REC, il Registro Esercenti il Commercio tenuto dalle Camere di Commercio, è stato superato. Come ricorda Unioncamere nella sua guida su come aprire un bar, il decreto legge 223/2006 ha eliminato il contingentamento delle licenze e l’obbligo di iscrizione ai registri abilitanti. Attenzione però a non trarne la conclusione sbagliata: è sparito il registro, non il requisito professionale. Oggi si dimostra con l’attestato SAB, con un titolo di studio idoneo o con l’esperienza lavorativa documentata.
Chi ne ha bisogno e chi è già in regola
Il corso serve a chi intende avviare o gestire un’attività di somministrazione o di vendita di prodotti alimentari: bar, ristoranti, pizzerie, pub, gelaterie, pasticcerie, gastronomie, macellerie, panifici, negozi di alimentari, street food e catering.
Il requisito deve essere posseduto dal titolare della ditta individuale o dal legale rappresentante della società. Se questi non ce l’hanno, la legge consente di nominare un preposto che lo possieda: una figura effettiva, con poteri e responsabilità reali sull’attività, non un nome messo su un modulo per far passare la pratica.
Prima di iscriverti, verifica se rientri già in una delle altre strade previste dall’articolo 71: un titolo di studio attinente all’alimentazione o al commercio, oppure aver esercitato in proprio o lavorato con mansioni attinenti nel settore alimentare per almeno due anni nell’ultimo quinquennio. In caso di dubbio conviene chiedere al SUAP del Comune dove aprirai, perché è l’ufficio che poi valuterà la SCIA.
Requisiti per accedere al corso
Per iscriversi servono:
- aver compiuto 18 anni e aver adempiuto al diritto-dovere all’istruzione e formazione professionale
- diploma di licenza media conseguito in Italia, da presentare in copia semplice
Per i titoli di studio conseguiti all’estero serve la Dichiarazione di Valore o l’attestato di comparabilità rilasciato dal CIMEA. In alternativa sono ammessi i cittadini stranieri con titolo di studio italiano, con dichiarazione di superamento della prova di lingua rilasciata dalla Regione del Veneto oppure con un certificato di competenza linguistica di livello almeno B1 rilasciato da enti riconosciuti dal MIUR.
Il programma delle 120 ore
Il percorso copre tutte le aree su cui un esercente risponde in prima persona:
- legislazione sul commercio, sulla somministrazione di alimenti e bevande e sulla sicurezza negli ambienti di lavoro
- legislazione sociale del lavoro (CCNL turismo e commercio) e legislazione penale
- amministrazione e contabilità aziendale
- legislazione fiscale
- sistemi e tecniche di gestione, organizzazione del punto vendita e della somministrazione, gestione delle scorte
- elementi di pratica professionale
- legislazione annonaria e igienico-sanitaria della produzione, vendita e somministrazione
- merceologia e alimentazione
È un programma che vale oltre l’abilitazione: contabilità, fisco, contratti e gestione delle scorte sono esattamente le voci su cui un’attività nuova perde margine nei primi due anni.
L’attestato abilitante
L’attestato abilitante alla professione viene rilasciato al termine del percorso, previo superamento del test finale e verifica della frequenza minima obbligatoria. Il corso è inoltre propedeutico al superamento dell’esame abilitante all’apertura di un esercizio di somministrazione e vendita di prodotti alimentari.
Una precisazione utile: il corso SAB copre il requisito professionale, non sostituisce gli altri adempimenti di un’apertura. Piano di autocontrollo, formazione sull’igiene degli alimenti, sicurezza sul lavoro e agibilità dei locali restano pratiche separate.
Edizione dal 19 ottobre 2026: date, sede e costo
| Inizio | 19 ottobre 2026 |
|---|---|
| Fine | 19 gennaio 2027 |
| Durata | 120 ore |
| Orario | serale, dalle 18:30 alle 22:30 |
| Sede | Ascom Servizi Padova S.p.A., Piazza V. Bardella 3, Padova |
| Costo | 550,00 € |
| Posti | disponibilità limitata |
L’orario serale è pensato per chi lavora già: la maggior parte dei partecipanti frequenta mentre porta avanti un impiego o mentre prepara l’apertura.
Vai alla scheda dell’edizione e iscriviti
Domande frequenti
Il corso SAB è obbligatorio per aprire un bar?
Obbligatorio è il requisito professionale, non il corso in sé. Il corso SAB è la via più rapida e più sicura per ottenerlo quando non si possiede un titolo di studio idoneo o l’esperienza lavorativa richiesta dall’articolo 71 del D.Lgs. 59/2010.
L’attestato SAB vale in tutta Italia?
Sì. Il requisito professionale è disciplinato da una norma nazionale e gli attestati rilasciati da corsi riconosciuti dalle Regioni hanno validità sull’intero territorio. Le modalità organizzative dei corsi, invece, sono definite a livello regionale.
Quanto dura e serve essere presenti a tutte le lezioni?
Il percorso è di 120 ore, dal 19 ottobre 2026 al 19 gennaio 2027, in orario serale. È prevista una frequenza minima obbligatoria: senza, l’attestato non viene rilasciato.
Ho lavorato per anni in un bar: mi serve comunque?
Forse no. Aver esercitato in proprio o aver prestato opera come dipendente con mansioni attinenti, per almeno due anni anche non continuativi negli ultimi cinque, è una delle strade alternative previste dalla norma. Serve però poterlo documentare: verifica la tua posizione con il SUAP prima di decidere.
Il corso SAB copre anche l’HACCP?
No, sono due cose distinte. Il programma include la legislazione igienico-sanitaria, ma la formazione sull’igiene degli alimenti per gli addetti alla manipolazione resta un percorso a parte.
In sintesi
Il requisito professionale non è un dettaglio burocratico: è la condizione che il Comune verifica su ogni apertura nel settore alimentare. Un corso SAB riconosciuto, con attestato rilasciato al termine di 120 ore e test finale, è il modo più lineare per soddisfarlo — e nel frattempo fornisce gli strumenti di gestione, fiscalità e organizzazione del punto vendita su cui le nuove attività si giocano i primi due anni.
L’edizione parte il 19 ottobre 2026 in Piazza Bardella a Padova, in orario serale, con posti limitati.
Consulta la scheda del corso e iscriviti oppure scrivi a segreteriacorsi@ascompd.com: la segreteria di Formazione Ascom Padova.
